Suckerfish

Itaca

Yahoo! Gruppi

L’Associazione ha un gruppo di discussione ospitato da Yahoo! Tutto iniziò nel 2001 con una sorta di mailing list che si andò creando spontaneamente nel tempo tra i soci man mano che si conoscevano tra di loro. Quando il numero degli iscritti aumentò al punto che la gestione tramite e-mail divenne molto complicata, fu aperto il gruppo di discussione, strumento molto più flessibile e facile da gestire.

Se sei socio, puoi iscriverti al gruppo!

Fanno parte di questo gruppo di discussione persone di ogni età e ceto sociale e in essa ognuno scrive quel che vuole: ovviamente riflessioni, esperienze e notizie sulla balbuzie, ma anche poesie sue (o ne propone di poeti famosi), scherzi e battute, riflessioni profonde su temi e problemi di grande attualità, critiche e opinioni personali su fatti di politica o di cronaca, notizie che possono interessare tutti, segnalazioni di siti interessanti, il racconto di esperienze personali legate alla balbuzie o meno... Poi qualcuno magari si incontra, organizza gite e vacanze, si mette d’accordo per partecipare insieme alle attività dell’Associazione, ecc.

Qualcuno preferisce leggere soltanto i messaggi degli altri e interviene raramente nel dibattito virtuale. Ma va bene ugualmente, è giusto che ognuno intervenga quando vuole, quando lo ritiene opportuno, quando ne ha voglia o quando ha qualcosa da dire. Il silenzio, insomma, non deve più essere vissuto come un’imposizione, dettato, come poteva essere, dalla balbuzie: è finalmente soltanto un fatto di scelta.

Sta avendo lunga vita questo gruppo di discussione e si aggiungono sempre nuovi partecipanti, pur con alti e bassi di “partecipazione attiva”. A un certo punto qualcuno ha sentito il bisogno di darle un nome che ne rispecchiasse lo scopo e che caratterizzasse la natura, l’identità dei suoi iscritti. Fu fatto, qualche anno fa, addirittura un sondaggio e alla fine fu scelto a maggioranza il nome di Itaca.

John William Waterhouse - Ulisse e le sirene
John William Waterhouse - Ulisse e le sirene

È necessario a questo punto raccontare un antefatto: qualche tempo prima una ragazza della mailing list “iniziale”, Liliana – laureata in lettere e bibliotecaria e quindi la letterata del gruppo (noi non abbiamo “letterine”...) – aveva inviato una bellissima poesia del poeta greco Costantino Kavafis dal titolo, appunto, Itaca.

Ce l’aveva proposta rispondendo a Ksenija, altra socia, e coinvolgendo tutti nella discussione virtuale. Scriveva tra l’altro Liliana:

«...È vero ciò che scrivi, Ksenija: noi lavoriamo, ridiamo, giochiamo, insomma viviamo, e in mezzo a questo può capitare più o meno spesso di balbettare. Per me è davvero importante iniziare a guardarmi così, a valorizzare ogni minima cosa che faccio e che compone la mia giornata, capendo che tutto, proprio tutto, può concorrere a sciogliere dentro di me quel nodo che aggroviglia le parole. Non siamo persone ad una sola sfaccettatura (la difficoltà nel parlare) ma abbiamo mille sfaccettature da scoprire e coltivare, anzi lucidare, perché brillino dei nostri colori. Ciò significa che occorre vivere con intensità tutto, cercando in ogni circostanza l'occasione per imparare qualcosa di nuovo, per nutrire il proprio animo, perché la balbuzie, da ciò che imparo nella mia esperienza, campa proprio sulla mancanza: mancanza di vita e mancanza di amore per sé stessi. L'ho sempre notato: quando mi nego qualcosa (dire la mia, parlare con qualcuno, iniziare qualcosa di nuovo e di interessante) la difficoltà nel parlare si accentua...».

Ed ecco finalmente la poesia:

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va’ in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca,
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa’ che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 

Questa poesia ha dato il via a tutta una serie di e-mail in cui ognuno esprimeva il proprio entusiasmo perché in qualche modo si rispecchiava in essa. Ognuno di noi è infatti in cammino verso qualcosa, che sia la fluenza o l’affermazione di se stesso, o lo star meglio con sé e con gli altri... Non siamo insomma semplicemente lungo la strada (perché sulla strada si può anche fermarci e semplicemente rimanere lì) bensì stiamo camminando sulla strada. Qualcuno cammina più spedito, qualcuno ha tempi un po’ più lunghi, ma il bello è proprio questo: camminando ognuno secondo le proprie possibilità, si può star certi che lungo il cammino troveremo sempre qualche compagno di viaggio, qualche amico che si accompagna a noi per un tratto più o meno lungo. E se poi si formano dei gruppi di persone che camminano insieme, tanto meglio!

Dove ognuno di noi arriverà non è dato sapere, ma Ksenija ha concluso da par suo il lungo scambio di e-mail sul “percorso” – scambio cui hanno partecipato un po’ tutti – scrivendoci:

«...Oggi la sofferenza non è più fine a se stessa, ma è un passo avanti che mi porta verso Itaca. Non so se parlo meglio, ma “mi sento” meglio. Non chiedo più le deleghe a mio marito. Oggi IO chiamo la pediatra, IO contatto il mio medico, IO mi metto in fila davanti al banco dei salumi... Ogni tanto apro l´ombrello per nascondermi un po´. Ma so che non devo fermarmi – e non mi fermerò – perché rischio di tornare indietro. Sempre avanti. Ho pieno diritto di balbettare e non voglio sentirmi in colpa per questo. Oggi mi amo e mi rispetto di più. Ero sempre una accanita pessimista e oggi lo sono meno. Il corso che ho seguito tempo addietro è stato per me un bellissimo viaggio, che avevo sempre desiderato fare, intenso e meraviglioso. Certo, dopo un po´, l´entusiasmo iniziale si perde ma le cose fondamentali che mi hanno cambiato restano e continuano a cambiarmi. Finirei con una frase di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”... E io adesso mi vedo diversamente.»
 

Per iscriversi al gruppo di discussione Itaca:

  • Andare a questa pagina: http://it.groups.yahoo.com/group/itaca/ e cliccare sul pulsante celeste a destra “Entra nel gruppo!”.
  • Se si ha già un account Yahoo si può procedere con l’autenticazione inserendo ID-Yahoo e Password, altrimenti occorre crearne uno.
  • A questo punto si accede alla pagina di iscrizione a Itaca da compilare con alcuni dati richiesti: ci sono alcune opzioni tra cui scegliere, come l’aggiunta di una mail alternativa. E’ importante compilare la casella “Commento al Fondatore” dove vanno inseriti Nome e Cognome per identificarsi quale iscritto all’associazione Aibacom.
  • Alla fine si inserisce il codice e si clicca su “Iscriviti”.
  • Se si è in regola con l’iscrizione all’AIBACOM, entro breve tempo si riceverà un’e-mail di conferma.