Riportiamo questa testimonianza che abbiamo già pubblicato nella Sezione “Discriminazioni → I concorsi pubblici [1]”. Questo ragazzo ha partecipato a diversi concorsi pubblici, nei quali è stato regolarmente scartato, come attesta questo certificato [2] ricevuto dopo aver partecipato ad un concorso nei Vigili del Fuoco. Esasperato, decide di presentare domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile, per rientrare nelle categorie protette e ottenere così l’agognato lavoro. Ma anche qui le cose non vanno come sperato...
Leggiamo le sue parole:
“...Questo non è l’unico concorso a cui ho partecipato [dei Vigili del Fuoco, ndr], ma in tutti siamo discriminati. Nei test psicoattitudinali ti fanno immancabilmente la solita domanda: “Hai difficoltà di pronuncia?” Facile immaginare il risultato se si risponde sì e si ha un bel rispondere no: quando sai che dal tuo modo di parlare dipende l’ammissione o meno al concorso, parli così male come mai in vita tua! (...) Visto che venivo regolarmente scartato da tutti i concorsi, ho presentato domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile, per rientrare nelle categorie speciali. Però non ho diritto al 46% che mi procurerebbe un posto di lavoro. Allego la risposta della ASL [3]: mi hanno riconosciuto il 35%, dandomi sì il marchio dell’invalido civile, ma senza riconoscermi alcun diritto...”.
A differenza di quello che è accaduto a Paolo (vedi altra testimonianza [4]) in questo caso il riconoscimento dell’invalidità civile non ha sortito gli effetti sperati ai fini dell’ottenimento di un lavoro.
L’AIBACOM non è a priori né a favore né contro la richiesta per il riconoscimento dell’invalidità civile. Lasciamo ad ogni persona la libera scelta.
Obiettivamente è importante dire che in mancanza di altre patologie, difficilmente si riuscirà a raggiungere la soglia del 46% necessaria per l’inserimento nelle categorie protette.