Awareness Day 2011 - Proiezione del film “Diciotto anni dopo”
La serata trascorsa al Cineclub L’Arsenale di Pisa è stato insolita per quanto riguarda l’organizzazione del nostro annuale “Awareness Day”.
Finora, infatti, avevamo dato vita a conferenze in città diverse (Vedi le Sezioni dell’Awareness Day e delle Conferenze), sia pure sempre di alto livello.
Abbiamo così pensato di offrire qualcosa di nuovo e l’occasione ci è stata offerta da un film di ottima fattura (“Diciotto anni dopo” di Edoardo Leo) che ha per protagonista una persona balbuziente. Il film aveva vinto circa 35 premi in tutto il mondo e così, dopo averlo visionato e presentato ai soci durante la Festa della Comunicazione di un anno fa, abbiamo deciso di farne il tema del nostro incontro annuale con le Istituzioni, la stampa, la gente...
Per l’occasione il Comune e la Provincia di Pisa ci hanno concesso il loro patrocinio e il Comune stesso ha organizzato una conferenza stampa, la settimana prima, grazie all’interessamento dell’Assessore alle Pari Opportunità, Marilù Chiofalo.
La serata della proiezione ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, tenuto conto anche che si svolgeva a metà settimana e quindi non sono potuti intervenire i soci che abitavano lontano. Erano presenti in sala oltre ottanta persone a cui possiamo aggiungere alcuni soci che sono rimasti nella hall per occuparsi dell’organizzazione e dell’accoglienza. Oltre a noi erano presenti soci abituali del cineclub, persone appassionate di cinema, studenti che volevano passare una serata diversa e, addirittura, qualcuno venuto proprio perché interessato alla nostra attività.
Vi è stata dapprima una breve presentazione dell’Associazione tenuta dal nostro Presidente Piero Pierotti, la presentazione del film fatta dal produttore dello stesso, Gianluca Bertogna, che ha raccontato episodi curiosi e anche spassosi della lavorazione, e infine l’Assessore Marilù Chiofalo ha ribadito l’importanza di quanto l’Associazione fa in nome e in difesa di chi balbetta. “Ogni bambino ha diritto di vivere gli anni della scuola – ha detto – con gioia e serenità”, riferendosi all’offerta fatta dall’Associazione di inviare gratuitamente a tutte le scuole del Comune di Pisa il manuale da noi pubblicato “Balbuzie: c’è una via?”).
Nell’atrio del cinema avevamo allestito un punto di accoglienza che ha attirato l’attenzione di diverse persone: qualcuno ha preso giornali e segnalibri, altri hanno chiesto informazioni, in molti hanno lasciato un’offerta, una persona si è iscritta all’Associazione. Abbiamo venduto un libro di Murray “La Balbuzie” e sono stati distribuiti 5 manuali “Balbuzie, c’è una via?” (i soci ovviamente lo avevano già).
Un ringraziamento va a tutti gli intervenuti e a tutti coloro che ci hanno permesso di realizzare la serata, tra cui l’Assessore Chiofalo che ha mostrato grande sensibilità, il Comune e la Provincia di Pisa per la loro collaborazione ed i loro patrocini; il Cineclub L’Arsenale ed in particolare Gianni Lancellotti e la moglie Rita Farina; un grazie al produttore del film Gianluca Bertogna, che si è dimostrato molto disponibile e professionale; un grazie poi al nostro Presidente ed ai ragazzi del Gruppo Toscano per la collaborazione e l’aiuto ad affiggere locandine e pubblicizzare l’evento.
Per ultimo, ma non per questo meno importante, raccontiamo di uno studente universitario che ha letto la locandina, è venuto alla proiezione del film, si è appassionato alle nostre attività e ora frequenta il nostro gruppo di auto-aiuto. Solo per questo ne è valsa la pena di organizzare la serata!
Le foto della serata si trovano sulla pagina di Facebook (Aibacom - Associazione Italiana Balbuzie, Stuttering, Gagueira), a cui possono accedere anche coloro che non hanno un account; e su Flickr.
La scheda del film
Due fratelli che non si vedevano da anni. Uno vive in Italia, uno a Londra. Un segreto tra di loro, che li ha divisi, la morte della madre in un incidente d’auto di cui si scopriranno i particolari a fine film, un viaggio per l’Italia in lungo.
Edoardo Leo sfrutta i canoni del road movie per costruire un dignitosissimo film che segue il percorso di una palingenesi, una nuova nascita nel rapporto fra due fratelli, divisi da una tragedia familiare e uniti nell’ironia di scoprire che non esiste colpa che non si possa pagare e chiarire.
Uno dei due fratelli è balbuziente, sempre indeciso, pieno di “non so”, come se la disfluenza verbale fosse epifania del costante dubbio nevrotico.
Il racconto di una balbuzie non è il fulcro centrale della narrazione. Sembra piuttosto essere connotazione drammatica di una personalità che ha sepolto in un silenzio doloroso una ferita familiare insanabile. Nel contempo il silenzio tetro del fratello del protagonista è il contraltare del la balbuzie, entrambe come bare in cui è stato sepolto il trauma, inizialmente mi sterioso, della morte della madre in un incidente stradale che, diciotto anni prima, ha coinvolto anche i due fratelli.
La morte del padre riaccosterà fisicamente i due fratelli, riesumerà una vecchia auto, riequilibrerà la vita nell’accettazione della sua imperfezione.
Edoardo Leo è regista ed anche protagonista del film, che ci è pure caro per l’ultima presenza cinematografica dell’attore Gabriele Ferzetti.
Il film ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero.
